Dal 1985 in Piazza Vincenzo Bellini: il luogo che parla, la piazza che ci ha dato il nome.
Piazza Vincenzo Bellini non è una piazza qualunque. Al centro sorge il Teatro Massimo Bellini, il tempio della lirica catanese, intitolato al più illustre dei figli della città: Vincenzo Bellini, il compositore di Norma e La Sonnambula, nato qui nel 1801.
È in questo scenario che, dal 1985, abbiamo scelto di tenere aperte le nostre porte. Perché un caffè non è solo un caffè: è il modo in cui una città si racconta, la mattina, davanti a una tazzina.

Il nome è nato quasi da sé, guardando fuori dalla vetrina. Opera come il teatro che abbiamo di fronte, con il suo sipario e le sue voci. Ma anche opera nel senso più antico e artigiano della parola: qualcosa fatto ad arte, con cura, con le mani.
Come un cornetto sfornato al momento, come una granita mantecata come vuole la tradizione, come una tazzina servita al punto giusto. Da noi il caffè diventa opera. Ogni giorno, dal 1985.
La nostra è una caffetteria di quartiere e di città insieme. Ci conoscono gli avvocati che passano prima del tribunale, i turisti che alzano lo sguardo verso il teatro, gli studenti, chi si concede la granita di mezza mattina. A ognuno diamo lo stesso: prodotti freschi, una parola gentile, il tempo di godersi la piazza.
Sono passati decenni, ma il gesto è rimasto lo stesso: aprire ogni mattina su Piazza Bellini e trasformare una tazzina in un piccolo momento di bellezza.
La granita mantecata e la brioche col tuppo: l'estate catanese in un rito.
Cannoli, cassata, minne di Sant'Agata e piccola pasticceria della tradizione.
La tazzina fatta come si deve: il cuore di ogni giornata, da quarant'anni.
Più di mille persone ci hanno dato 4,6 stelle. Il posto migliore per capire perché è un tavolino sulla piazza.
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